A.MA.R.E. alla Summer School 2026: il dialogo come strumento per una nuova advocacy

A.MA.R.E. alla Summer School 2026: il dialogo come strumento per una nuova advocacy

Roma, 11-12 settembre 2026 – Si svolge presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma la V edizione della Summer School – ALTEMS Patient Advocacy Camp, dedicata quest’anno a un tema centrale per il mondo delle associazioni: “Advocacy e comunicazione: il dialogo come metodo di lavoro”.

Un appuntamento importante per tutte le realtà che rappresentano le persone con patologie e che ogni giorno lavorano per rendere più forte e riconosciuta la voce dei pazienti nei luoghi in cui si prendono decisioni sulla salute.

Il dialogo al centro dell’advocacy

La prima giornata, venerdì 11 settembre, è statade dicata al dialogo con le istituzioni e gli stakeholder. Il confronto coinvolge rappresentanti del mondo istituzionale, sanitario, accademico e associativo, con l’obiettivo di approfondire una domanda particolarmente significativa: che cosa si aspettano gli interlocutori dalle associazioni dei pazienti e, allo stesso tempo, che cosa si aspettano le associazioni dai propri interlocutori?

Per le associazioni di pazienti, infatti, fare advocacy significa sempre più costruire relazioni basate sull’ascolto, sulla competenza e sulla capacità di dialogare con interlocutori diversi.

Il riconoscimento del punto di vista dei pazienti nei processi decisionali richiede una partecipazione consapevole e strutturata. La voce delle associazioni può contribuire a portare all’attenzione delle istituzioni bisogni concreti, criticità e proposte, favorendo una maggiore attenzione alla qualità dell’assistenza e alla centralità della persona.

Comunicazione, coordinamento e leadership

La giornata prosegue con un momento dedicato al tema “Quando ogni minuto conta: comunicazione, coordinamento e leadership al servizio della persona”, a sottolineare quanto la capacità di comunicare e coordinare le proprie azioni sia fondamentale quando si lavora per la tutela delle persone.

Per un’associazione, comunicare non significa soltanto diffondere informazioni: significa anche saper ascoltare, costruire fiducia, rappresentare bisogni complessi e trasformarli in messaggi chiari ed efficaci.

Laboratori per trasformare il confronto in strumenti concreti

La seconda giornata, sabato 12 settembre, entra maggiormente nel merito degli strumenti utili all’attività di advocacy. Dopo un’introduzione dedicata ai punti chiave del dialogo istituzionale, i partecipanti vengono coinvolti in tre gruppi di lavoro.

I laboratori affrontano tre dimensioni complementari:

  • La comunicazione per l’advocacy, attraverso un vero e proprio vademecum del bravo comunicatore;
  • I pilastri della comunicazione con le istituzioni, per comprendere come costruire un confronto efficace con i decisori;
  • Essere leader: gestire l’associazione oggi, dedicato alla leadership e alla gestione delle associazioni.

Un percorso quindi fortemente orientato alla pratica, che permette di trasformare il confronto e la formazione in competenze utili nella quotidianità delle associazioni.

Una sfida che riguarda anche A.MA.R.E.

Per A.MA.R.E., momenti di formazione e confronto come questo rappresentano un’opportunità per rafforzare ulteriormente la capacità dell’associazione di rappresentare le persone e le loro esigenze.

Essere un’associazione significa infatti non soltanto offrire supporto e informazioni, ma anche contribuire al dialogo con le istituzioni, con i professionisti sanitari e con tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura.

L’advocacy richiede preparazione, responsabilità e capacità di fare rete. Richiede soprattutto di mantenere al centro la persona, trasformando l’esperienza e i bisogni dei pazienti in una voce autorevole e costruttiva.

Dal dialogo alla partecipazione

La Summer School si conclude con una plenaria dedicata alla condivisione dei risultati dei gruppi di lavoro e con i take-home message, lasciando ai partecipanti strumenti e riflessioni da portare nella propria attività associativa.

Il messaggio che emerge dal programma è chiaro: il dialogo non è soltanto una modalità di comunicazione, ma può diventare un vero metodo di lavoro.

Per le associazioni dei pazienti significa continuare a costruire ponti, favorire il confronto e partecipare in modo sempre più qualificato ai processi che riguardano la salute.

È anche attraverso una voce associativa competente, collaborativa e capace di dialogare che i bisogni delle persone possono trovare spazio nei percorsi decisionali.

A.MA.R.E. continuerà a promuovere questo impegno: ascoltare, rappresentare, dialogare e contribuire alla costruzione di una sanità sempre più vicina alle persone.


A.MA.R.E. aps

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